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Cenni storici

Cremona fu fondata dai Romani nel 218 AC.
La sua posizione strategica al crocevia tra diverse vie consolari e il fiume Po hanno fatto di Cremona una delle più fiorenti città mercantili di  tutto l'Impero Romano.
Dopo il dominio bizantino, nel 603 d.C., la città fu conquistata e distrutta dal re longobardo Agilulfo e solo dopo diversi secoli Cremona riuscì a riacquistare il suo antico prestigio.

Cremona ritornò ad essere un importante nodo commerciale in epoca carolingia, protagonista nella vita politica sia sotto la dominazione Barbarossa che al momento del suo ingresso nella Lega Lombarda nel 1167.

Durante il regno di Federico II nel XIII secolo, svolse inoltre un importante ruolo al fianco dell'Impero ed è proprio in questo periodo che facciamo risalire la costruzione delle mura, la crescita della popolazione all'interno della città e il prosperare delle attività economiche.

Dalla seconda metà del XIII secolo, Cremona fu governata da tre diverse famiglie nobiliari, mai abbastanza potenti da imporre la propria autorità sul territorio circostante infatti, la città passò nelle mani di Azzone Visconti, legando il suo destino a quello del Ducato di Milano.

L’influenza del Ducato facilitò notevolmente lo sviluppo economico della città.

Bianca Maria Visconti donò Cremona in dote al marito Francesco Sforza nel 1441 e per l’occasione fu eretta nella periferia della città  la Basilica di S. Sigismondo.

Durante il Rinascimento il centro della città fiorì, arricchendosi di nuove chiese e residenze nobiliari, purtroppo questa epoca felice non durò molto a lungo.
Cremona fu infatti conquistata da Carlo VII di Francia e poi dalla Repubblica di Venezia che la governò fino al 1509, anno in cui passò nuovamente in mani straniere.
Nel 1535 il ducato di Milano la cedette al re di Spagna, Carlo V.
Durante la dominazione spagnola, Cremona perse prestigio come nodo commerciale.

Le guerre successive, la peste (in particolare la peste del 1630) e le pesanti imposte, preclusero ulteriormente lo sviluppo delle arti. Da ciò consegue la scarsità di esempi di architettura barocca in città.
Cremona dovette attendere il dominio austriaco nel 1707 per vivere un periodo di nuovo fervore artistico e architettonico, sostenuto dalla ripresa economica, che modificò in maniera sostanziale il suo aspetto.
Alla fine del secolo, nonostante l'alleanza con le altre città indipendenti della Repubblica Cisalpina, la città cadde nuovamente nelle mani dei francesi prima e del Governo napoleonico poi.

Cremona fu ancora una volta destinata alla sottomissione austriaca, dopo la divisione dei territori italiani durante il Congresso di Vienna (1814), prima di essere finalmente unita con il Piemonte nel 1859.

A peggiorare le cose, guerre, peste (in particolare la peste del 1630) e pesanti imposte, preclusero ulteriormente lo sviluppo delle arti. Da ciò  consegue la scarsità di esempi di architettura barocca in città.
Cremona dovette attendere il dominio austriaco nel 1707 per un vivere un periodo di nuovo fervore artistico e  architettonico, sostenuto dalla ripresa economica e che modificò in maniera sostanziale il suo aspetto.
Alla fine del secolo, nonostante la forte opposizione intrapresa  in alleanza con le altre città indipendenti della Repubblica Cisalpina, la città caddé  nuovamente  nelle mani dei francesi prima e del governo napoleonico poi.

Cremona fu ancora una volta destinata alla sottomissione austriaca, dopo la divisione dei territori italiani durante il Congresso di Vienna (1814), prima di essere finalmente unita con il Piemonte nel 1859.

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